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Ritorno al 4-2-3-1 per una serata top: Milan-Psg, il giorno dopo a mente fredda

Articolo di: Anna Farina

Ma dov’erano finiti i ragazzi? Erano finiti in una costrizione tattica che non faceva esprimere nessuno degli 11 al 100%. Tornando al 4231 (perché con quello si è giocato ieri) ognuno ha potuto esprimersi al meglio, dando il massimo.

Loftus-Cheek praticamente trequartista, onnipresente, se riuscisse a migliorare sotto porta potrebbe diventare devastante, facendo quello in cui Diaz l’anno scorso non è riuscito. Rafael Leao, qualcuno si sarà accorto che non è Balotelli (quando vuole). Theo quasi ai suoi livelli, Mike che in silenzio fa un paio di uscite fondamentali. Tomori, il muro visto nel 2022. Davide Calabria, invece, fa semplicemente quello che il capitano del Milan deve fare, aiutato in maniera ottima nei raddoppi, nella maggior parte dei casi da Reijnders o Musah (come fece Krunic nelle partite di Champions con il Napoli). Infine, Olivier Giroud, che a 37 anni continua a dispensare gol eccezionali e pesanti.

Anche chi non ha brillato è stato ampiamente sufficiente, contro un PSG che forse ha peccato di snobismo e superficialità, già partendo dalle conferenze stampa e che è stato tenuto in gioco solo dal proprio portiere (ieri ottimo nonostante l’atmosfera, bisogna ammetterlo). Passando a Pioli, gara preparata ottimamente, unica pecca i cambi in ritardo, e chissà se uscendo prima Christian Pulisic avrebbe evitato l’infortunio…

In ogni caso, una partita da Milan, che si spera sia lo spartiacque della stagione. Godiamoci la soddisfazione, ma pensiamo al fatto che non abbiamo fatto nulla. Col Borussia bisognerà fare un’altra prestazione maiuscola, per sognare di passare un girone che definire di ferro è poco.

Ora testa a Lecce, dove viste le energie perse, sarà difficilissimo. I tre punti sono fondamentali, i giallorossi saranno la nostra prova del nove.